E rieccoci qui, dopo una lunga assenza per motivi personali. Assenza dagli schermi ma non dai mercati, dove ho continuato a lavorare e ad elaborare strategie, ma soprattutto a inventare un metodo che mi possa aiutare a intercettare bene il trend dei mercati su cui voglio operare.
Questo metodo, di cui non rivelo i dettagli in quanto ancora piuttosto grezzo, parte da alcuni dati tecnici e, all'interno di una scala che va da -5 a + 5 cerca di spiegare in che direzione stiamo andando.
L'ho applicata una prima volta con successo sull'ETF relativo al gas naturale e mi ha aiutato a non incappare nel pesante ribasso di venerdì.
Mi ha dato, inoltre, un segnale di acquisto sul DAX che, al momento, si sta rivelando piuttosto promettente, anche se non vanno dimenticate le solite, dovute precauzioni.
L'attenzione sul DAX è nata quando ho notato che l'indice ha resistito sulla media mobile a 200 giorni: l'ha testata due volte, il 5 e il 12 febbraio, ma non l'ha mai infranta, rimbalzando perfettamente. Intanto altri indicatori tecnici stavano segnalando un miglioramento delle condizioni, prevedendo il rialzo che poi effettivamente c'è stato.
Venerdì, poi, una delle medie mobili che utilizzo (l'esponenziale a 5) ha rotto al rialzo quella a 20, segnalando un inversione del trend di breve periodo. La fine della negatività, però, non è ancora stata perfettamente segnalata: infatti venerdì il nostro DAX non ha superato il massimo del 3 febbraio, e dunque il livello 5733 resta il nostro primo e più prossimo obiettivo (serve un rialzo di almeno 0,2% sulla chiusura di ieri, poco, direte, ma vedrete fra poco che questa percentuale è destinata ad allargarsi, a mio avviso).
Il livello successivo è la rottura del supertrend, posto a 5783, occorre quindi una chiusura sopra tale livello, e questo è già abbastanza complicato: lo stocastico, ad esempio, comincerà presto a dare segni di esaurimento.
Va detto, però, che sul settimanale le cose si direbbero essere più positive: innanzitutto il nostro DAX è riuscito a non rompere il supertrend positivo, rimbalzandovi precisamente, mentre altri indicatori tecnici cominciano a dare segnali di miglioramento, ma, attenzione, restano negativi.
Dunque abbiamo un quadro di miglioramento sul DAX, ma non è sufficiente, ci serve sapere anche cosa potrebbero fare le nostre guide americane. Diamo quindi un'occhiatina allo S&P 500.
Diciamo, innanzitutto, che l'indice americano giovedì, sul giornaliero, ha rotto il supertrend negativo, abbondantemente anticipato sia dallo stocastico che, qualche giorno dopo, dal MACD. Tutto bene, dunque? No, la situazione merita un'attenzione non indifferente: è molto probabile che assisteremo almeno a qualche giorno di riposo. Anche sul settimanale le cose sembrano mettersi per il meglio: gli indicatori, anche qui, sono in miglioramento, ma pur sempre negativi.
Se non siete già long sul DAX, vi consiglio di aspettare un ritracciamento per entrare: a meno di sorprese, temo infatti che la mattinata di lunedì sarà debole. Se invece siete già in ballo, come me, poniamoci obiettivi ambiziosi ma realistici (primo fra tutti la rottura del supertrend al massimo entro martedì), ma soprattutto adeguati stop loss (giusto per essere indicativi, io uscirei in caso di chiusure sotto i minimi di giovedì, soprattutto nel caso non si riescano a segnare presto nuovi massimi). Ricordate che i soldi sono vostri e vostra è la responsabilità: non prendete per oro colato quel che dico e usate la vostra testa prima di operare, ché se i soldi finiscono, finisce anche il giochino.
Nota a margine: evitate il mercato italiano, sta dando segnali di squilibrio. Non a livello tecnico, proprio a livello mentale.
sabato 20 febbraio 2010
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